Nel 1999, dopo dieci anni di intense collaborazioni con le firme più note della moda e della haute couture italiane, Ermanno Scervino decise di lanciare il proprio brand. Aveva visto tutto, imparato tutto, aveva affiancato i più grandi così come i nottambuli glamour dello studio 54; si era divertito con tutta la New York degli anni 80, era stato scovato da Andy Warhol in persona che l'avrebbe poi portato alla Factory; aveva ballato con i "bohémiens chic" a Ibiza... Il lusso e la vita che l'accompagna, Ermanno li conosceva a memoria.
Un giorno decise di vestire le donne più belle del mondo.
Autodidatta, dopo un passaggio a Parigi e poi studi d'architettura in Italia, imparerà tutto dai grandi maestri della moda e del lusso italiano. Iniziato alle tecniche migliori, lavora insieme agli ateliers più prestigiosi, i materiali più pregiati. Dopo dieci anni all'ombra dei più grandi, si sente sufficientemente forte per creare la sua griffe, del tutto autofinanziata, per esprimere un altro gusto per l'architettura: quella del corpo. Parte subito con idee originali proponendo uno spirito "sport couture" basato sui piumini serali, avvitati come le guêpières, raffinati, rari, preziosi come la lingerie. Le italiane li adottano all'istante. Già dalla prima sfilata, gli ordini affluiscono. Le boutique migliori vogliono vendere i capi di questo nuovo stilista che risponde al desiderio del momento, un lusso iconoclastico, emancipato, innovativo, senza preconcetti di fronte ad abbinamenti inaspettati di materie e tagli. La sua tecnica sartoriale applicata allo sportswear seduce al primo sguardo.
Lo stile inconfondibile di Ermanno Scervino era ormai lanciato. Dalla montagna di Cortina, dove passò l'infanzia, Ermanno Scervino era passato alle strade più eleganti d'Italia e Russia, e poi, alle anteprime di gala alla Scala di Milano.
Dal 2002, lo stilista costituisce un polo di ateliers raccolti in un unico spazio a Firenze, cosa che gli permette di dare vita in piena autonomia alle sue collezioni seguendo il proprio tocco italiano. Il "Made in Florence" è indissolubilmente legato al DNA del brand. I diversi ateliers di maglieria, abbigliamento per bambini, tecnica sartoriale e "flou", così come gli uffici di creazione, sono centralizzati in un immenso edificio ultramoderno, alle porte di Firenze. Le 200 persone, prime lavoranti e tecnici che ci lavorano, permettono a Ermanno Scervino di controllare la lavorazione di ogni pezzo nei minimi dettagli. Dalla mano che disegna alla prova su manichino, fino ai primi patron, e alla preparazione e messa in scena delle collezioni, tutto rimane sotto lo stretto controllo dello stilista e del suo team, senza perdite di tempo, senza approssimazioni. Così, la qualità impeccabile del marchio Ermanno Scervino, priorità assoluta del fondatore, risponde ai criteri più esigenti.
In tutta Italia, il marchio impiega 1000 persone, con la ferma intenzione di conservare il "Made in Italy" puro e intatto.
"Le donne non devono essere vittime dei loro abiti", ha dichiarato lo stilista. Cresciuto da uno zio melomane, Ermanno Scervino ha ereditato e conservato l'amore per le eroine forti e appassionate. Al fianco di Zeffirelli, ha vestito Cher per il film Un tè con Mussolini. Se sogna ancora abiti e costumi per una Signora delle Camelie moderna, veste le principesse urbane di oggi, critiche e contestatarie, eleganti e glamour. Un'eleganza che lui stesso definisce "rock couture", espressa dalla gioventù londinese di oggi, che fa da eco all'energia new-yorkese degli anni 80. Un po' Kate Moss, un po' Angelina Jolie, la donna di Scervino è scontrosa e non esita a fare sfacciati abbinamenti, con lussuoso sfasamento. Eppure a Ermanno Scervino non piace che un vestito sia più forte della donna che lo indossa. Per lui, tutto parte da una seduzione cerebrale, da uno spirito impegnato, coinvolto nella vita, nelle cause, nelle battaglie.